TORINO, 18 giugno - Al supermercato Real si entra con un’idea e se ne può uscire con un’altra. E’ capitato anche ad Alessio Secco che a Madrid era sbarcato, almeno ufficialmente, per sondare le possibilità di una trattativa per Mahamadou Diarra e, ieri pomeriggio, è tornato con in testa qualche altra ipotesi: la più affascinante (e anche difficile da realizzare) è legata all’olandese Arjen Robben, la più concreta porta al regista argentino Fernando Rubén Gago. Due nuove piste che potrebbero essere battute nelle prossime settimane, visto che la Juventus ha iniziato quello che potrebbe essere un lungo discorso con il Real Madrid.
CHIACCHIERATA - Tutto è iniziato ieri mattina, con il ds juventino Secco che si è trovato con il direttore generale dei Blancos Josè Angel Sanchez. Una lunga chiacchierata che - a sorpresa - ha trattato l’argomento Diarra quasi di sfuggita. Giusto il tempo di capire che la formula del prestito non è percorribile (non solo per il netto rifiuto del Real, ma anche per volontà del giocatore che accetta solo trasferimenti a titolo definitivo) e di rendersi conto che il Real non fa sconti per il centrocampista maliano. Gli spagnoli vogliono almeno 20 milioni (ma la richiesta iniziale era di 25) e non sentono ragioni, neppure quella che frena maggiormente la Juventus, ovvero le condizioni fisiche del giocatore, reduce da un gravissimo infortunio che gli ha provocato la rottura di tibia, perone e legamenti crociati del ginocchio. Solo in queste settimane Diarra ha ripreso a corricchiare e in agosto sarà in grado di allenarsi adeguatamente. Il discorso, insomma, si è chiuso in fretta e, al di là della siderale distanza fra le parti, non ha lasciato completamente deluso Secco, convinto che la sparata del Real sia sostanzialmente strategica. Se ne potrà riparlare, ma nel frattempo le parti hanno davvero parlato di altro.
IL REGISTA - Perché la chiacchierata è andata avanti e il ds juventino ha chiesto informazioni anche su altri giocatori che il Real Madrid ha messo in vendita per rientrare anche solo parzialmente degli investimenti galattici del presidentissimo Perez. Ecco, quin- di, spuntare il nome di Gago, vecchio pallino di Secco che lo segue da quand’era in Argentina, una stima mai affievolitasi. Il regista sudamericano costa tra i 15 e i 20 milioni, probabilmente meno trattabili di quelli chiesti per Diarra, perché il Real punta sull’argentino anche per la prossima stagione. L’altro nome emerso dall’incontro è quello di Robben, fuoriclasse olandese dall’infortunio facile, ma dal talento infinito. Nel Real è un esterno d’attacco, nella Juventus potrebbe diventare una seconda punta. E’ un’idea che rischia di essere costosetta (fu pagato 36 milioni di euro), ma al Real è partita la stagione dei saldi. Che contemplano Jan Klaas Huntelaar, altro vecchio pallino bianconero, altra eccedenza madrilena. Secco ha sfogliato il catalogo e ha salutato Sanchez. Si rivedranno o si risentiranno presto. Tornando alla questione regista, Gago sarebbe anche più adatto di Diarra a inserirsi nel modulo di Ciro Ferrara, che prevede un playmaker basso davanti alla difesa (non per nulla il primo della lista resta Gaetano D’Agostino). Ma in quel ruolo la Juventus è interessata pure a Cristian Ledesma, sebbene ieri il suo procuratore, Vincenzo D’Ippolito, abbia manifestato la speranza che l’Inter presenti un’offerta.
CHI SI RIVEDE - Secco forse rivedrà anche i dirigenti dell’Atletico Madrid, da lui incontrati ieri, ma con un altro obiettivo. Non per comprare, bensì per vendere. Per l’esattezza Tiago Cardoso Mendes, che con l’Atletico aveva flirtato a lungo l’estate scorsa. Il nuovo tentativo è stato fatto in compagnia del suo agente, il potentissimo Jorge Mendes, agente di Cristiano Ronaldo e José Mourinho, tanto per citare i suoi assistiti più celebri. E’ stato un abboccamento, per il quale saranno necessari altri sviluppi. Attenzione, però, perché Tiago non è in vendita come la scorsa estate: se arriva un’offerta interessante, la Juve ne può parlare, ma altrimenti Ferrara lo considera una pedina importante: il portoghese sarebbe l’alternativa a D’Agostino o chi verrà acquistato in quel ruolo.
Armor King
Storia:
Non si conoscono i motivi per la partecipazione di Armor King (noto anche come il giaguaro nero) a Tekken ma si sa che ha battuto King durante una fase del torneo. Un giorno trovò King, che in quel momento si nascose dalla vergogna per la sconfitta, e gli restituì la maschera incitandolo a partecipare a Tekken 2 per guadagnare i soldi dell'orfanatrofio, diventando così suo maestro. Come si evince dal suo finale, Armor King soffriva di una qualche malattia ma, nonostante ciò, partecipò ugualmente al torneo. Si pensava morto in una rissa da bar per mano di Craig Marduk poco prima dell'inizio di Tekken 4, ma misteriosamente prende parte al Tekken 5 (come personaggio bonus della versione Dark Resurrection). Dopo aver sconfitto Marduk in una fase del torneo è stato avvicinato dallo stesso King in maniera amichevole, tuttavia Armor King lo ha aggredito per poi andarsene senza dire nulla. Quasi niente si sa di lui, tranne il fatto che parteciperà al sesto torneo del pugno d'acciaio.Un Tributo anche all'Allievo King altro mio beniamino
King
Storia:
King ha un doppio lavoro, in quanto di giorno lavora come bidello in un orfanotrofio mentre la notte indossa la maschera e si sfoga come combattente. Questa sete di lotta però è ben motivata: il suo fine è di vincere i soldi in premio per migliorare le strutture dell'orfanotrofio dove lavora.
Dopo la sconfitta al primo torneo da parte del suo rivale Armor King, King passa un brutto periodo tra sconforto e alcool, fino a quando lo stesso avversario, vedendolo malridotto, gli riporta la maschera raccontandogli del secondo torneo. King viene scosso dalla notizia e torna ad allenarsi, cogliendo al volo questa seconda occasione.

